La Fiera di Amantea tra storia e tradizioni

A cavallo tra recupero delle tradizioni e opportunità di sviluppo per il futuro si pone la tavola rotonda proposta dal Rotary Club Amantea per domenica 23 ottobre su un tema di notevole interesse per la città, come la rinomata Fiera dei Morti.

La Fiera di Amantea, o appunto Fiera dei Morti, è infatti un evento di rilievo storico per il borgo tirrenico, che convoglia nelle strade del paese commercianti e visitatori da centinaia di anni.

La sua istituzione viene fatta risalire a Carlo V e al suo Privilegio del 1517, anche se già dal Quattrocento angioini ed aragonesi riconoscevano l’importanza strategica di Amantea per gli scambi e i traffici commerciali. Con maggiore sicurezza risale ai primi del Novecento il consolidamento della data di svolgimento tra fine ottobre e inizio novembre.

Un momento di festa caro a tutti gli amanteani, che affonda le sue radici nella vocazione commerciale della città e che per qualche giorno riesce a trasformare le vie in un vero e proprio mercato all’aperto. Una manifestazione che non è solo espressione di fermento economico ma che riesce a combinare comunque importanti aspetti di socialità condivisa.

Una riflessione che parte da più voci

In occasione del mese dello sviluppo economico e comunitario, il Rotary Club Amantea ha deciso di organizzare questo appuntamento presso il Mediterraneo Palace Hotel, con l’obiettivo di raccogliere una pluralità di voci e contributi intorno al significato antropologico, sociale ed economico della Fiera dei Morti. 

Prenderanno parte alla tavola rotonda il sindaco Vincenzo Pellegrino e l’assessore Salvatore Campanella per conto dell’amministrazione comunale, Enzo Alfano dell’Isca Hotel, rappresentati di altri club service attivi nella città di Amantea, come Gabriella De Simone per l’Inner Wheel, Marianna Volpe per il Lions Club e Ortensia Provenzano per la sezione locale della Fidapa.

Le relazioni che animeranno il dibattito e intorno a cui far ruotare i diversi interventi previsti saranno tenute da Antonio Cima, Salvatore Basso e Pasquale Ruggero.

mariacg

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