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IL PINO E' MORTO
Sul
sito
http://www.amanteaninelmondo.info/fatti.htm
, nella rubrica "C'era una volta", una cartolina
panoramica di Amantea apre la sintesi di "Amantea anni '50", in
cui Giuseppe Del Pizzo definisce il paese "da favola" e così era
il contesto socio-ambientale che la mia memoria di bambino
dell'epoca può ricordare solo parzialmente.
Ma anche se io ritengo che i
ricordi non muoiono mai, le immagini quasi sempre riescono a
rinverdire quelli che sono ormai pressappoco estinti e così sarà
per questa vecchia cartolina, immagine che tra non molto non si
potrà più immortalare nelle foto ricordo.
Chissà quante persone l'hanno
spedita per ricordare la loro permanenza nella nostra città o la
breve sosta per una giornata al mare.
Ed ogni volta che la guardo non
posso non ricordare che in fondo dopo "Roma caput mundi" con i
pini della sua campagna romana e "Napoli sicunna" col pino nel
panorama, " 'A Mantiella è stata sempre a terza", almeno in
cartolina.
Ma ahimè tra non molto non lo
sarà più.
Ebbene sì, non vedremo più quel
pino che ha osservato "case immerse nel profumo delle zagare e
nel verde giardino mediterraneo, disteso sotto le arcigne mura
della rocca e del centro storico che rimanda, da mille vetrate,
gli ultimi raggi di ogni tramonto di fuoco" (Pino Del Pizzo)
degli anni '50 e che forse ha anche commentato i cambiamenti di
questa nostra città nel corso di tanti decenni.
Ma credo che chi sta leggendo
questa mia osservazione è quasi lì per darmi del matto; ebbene
no, non lo sono ancora del tutto, forse un po' matto si, ma per
fugare ogni dubbio voglio proporre la foto che ho scattato da
poco e che testimonia la mia affermazione.

Convinti adesso? Passando sulla
Strada Nova, forse nessuno o pochi avranno notato lo stato
irreversibile della pianta che quanto prima potrebbe non
garantire più l'incolumità di eventuali persone presenti sotto
la sua chioma. O forse tutti sapevano e nessuno diceva che era
malato da molto tempo?
Ma al di là di ogni
considerazione banale, mi resta il dubbio se la causa della
"morte del pino" sia stata naturale o provocata dalla mano
dell'uomo?
Ma forse questo non ha
importanza, in fondo è una pianta come tante e niente è
immortale su questa nostra maltrattata Terra!
O forse qualcosa si poteva fare
per evitare il rinsecchimento?
E poi le piante di un notevole
interesse biologico potrebbero essere monitorate da organi
competenti anche se in ambiente privato?
Quanti forse…, quanti però…,
quante domande…, quanti dubbi...
Ed a tal proposito colgo
l'occasione per chiedere ad eventuali Enti preposti, nel caso
non l'abbiano già fatto, di voler considerare quel poco di verde
che è rimasto nella nostra città, ma non mi riferisco alle tante
erbacce che si vedono crescere su taluni marciapiedi o in
primarie aree pubbliche, ma piuttosto a piante come quella che
vi mostro nella mia foto seguente
Spero che il "Ficus elastica" non
debba finire come il pino anzidetto anche perché vorrebbe fare
bella figura accanto al Monumento all'emigrante se potrà essere
ubicato nell'area individuata già in delibera N°45 del
21.12.2006 dal Consiglio Comunale pro-tempore e che la
Commissione Prefettizia della nostra città vorrà ratificare con
la stipula della convenzione per l'utilizzo dell'area stessa.
Ma al di là degli interessi
associativi vorrei sensibilizzare l'attenzione per la tutela del
nostro patrimonio verde, che nella nostra città ha assunto il
colore grigio (quello del calcestruzzo).
Grazie per avermi dedicato
qualche minuto del vostro tempo.
Elio Magnone
elio.magnone@tin.it |