S’è risvegliato il Marsili, vulcano
sommerso nel Tirreno: coste a rischio tsunami
Le dimensioni del
vulcano Marsili,
il
più grande vulcano d’Europa, sono impressionanti:
3
mila metri di altezza, 30 km di larghezza e 70 di lunghezza.
I sismologi
preannunciano che eventuali smottamenti causati da movimenti sismici
causerebbero maremoti che in soli venticinque minuti potrebbero far
giungere una
potentissima onda anomala (Tsunami) in
Sicilia e in
Calabria creando
susseguenti ed irreversibili danni all’intera zona meridionale italiana. L’allarme è stato lanciato nell’aprile
del 2011 dal prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore
del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università
di Napoli Federico II. Ma "non bisogna lasciarsi prendere dal
panico, anzi, “bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei
litorali (…) attivando adeguati sistemi di educazione ambientale (per
es. come comportarsi qualora ci si trovi su una spiaggia d’estate e si
avverta un terremoto, oppure si noti un improvviso e sensibile
abbassamento del livello dell’acqua) monitoraggio marino e costiero ed
elaborati i Piani di Protezione Civile Comunali tesi soprattutto a
proteggere la popolazione durante il periodo balneare. Temo – conclude amaramente il geologo
napoletano – che per introdurre le necessarie “precauzioni” per stare
più sicuri lungo le coste e le spiagge i rappresentanti delle
istituzioni attenderanno il prossimo maremoto: speriamo che non sia
disastroso".
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L'ultimo saluto a
Stefano Medaglia
Gimmy era di qualche anno
maggiore, qualche volta, veniva ammesso agli allenamenti di pallamano
con i più grandi provocando il disappunto del fratellino Stefano che era
costretto a fare il raccattapalle. Erano gli anni ’80 e il piccolo
Stefano, con la sua grande sete di sport praticato, era sempre fra gli
“anziani “ dell’Associazione Handball Amantea, presieduta dal padre
Palmiro Medaglia. Il suo “habitat” era la Calavecchia, ma già d’allora
amava avventurarsene al di fuori con lo spirito dell’esploratore che si
sente realizzato solo quando riesce andare al di là dei confini
conosciuti. Stefano aveva queste qualità alle quali univa una grande
capacità di aggregare e coinvolgere gli altri. Ne è testimonianza la sua
breve esistenza vissuta da sportivo praticante, da dirigente, da
imprenditore e da organizzatore. Quando, improvvisamente, gli fu
diagnosticato un inesorabile male, tutti ci auguravamo che il suo
indomito coraggio e la capacità di lottare gli avessero consentito di
non essere rapito all’affetto della sua famiglia e degli amici e alla
riconoscenza di quanti avevano beneficiato della sua generosità
. Purtroppo, Stefano non ce l’ha fatta e ci ha lasciato per sempre. A
tributargli l’ultimo commosso saluto in una chiesa gremita fino
all’inverosimile, sul sagrato e nella piazza Cappuccini affollatissimi,
c’era tutta la nostra città, i parenti, gli amici, i componenti delle
società sportive in cui aveva gareggiato o di cui era dirigente. C’era
Amantea, ma c’era anche la Calabria, e non solo: migliaia di persone
raccolte e partecipi, come non mai, coscienti che a tutti mancherà il
suo sorriso e la sua grande voglia di vivere. Ciao Stefano… Addio
Pino Del Pizzo
27.12.2011 |