Anno V
n. 119
11 maggio 2008
STORIA

Storia, Tradizioni, Usi, Costumi e Folklore
Fatti e figure dell'ultimo secolo

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Questo servizio, che poi -riveduto e corretto- sarà pubblicato sul sito antologico  dell'Associazione degli Amanteani nel mondo è anche lo schema sul quale ho realizzato un CD e un DVD che sarà dato ai soci in regola col tesseramento 2008

" Come una favola"

AMANTEA  anni '50

di Pino Del Pizzo

(fare scorrere il mouse sulle immagini: apparirà la didascalia)

 

panorama anni '50
ruderi castello

Case immerse nel profumo delle zagare e del verde giardino mediterraneo disteso sotto le arcigne mura della rocca e del centro storico che rimanda da mille vetrate gli ultimi raggi di ogni tramonto di fuoco.

E’ sempre più raro ammirare lo spettacolo della carrozza del Marchese De Luca trainata dai magnifici cavalli Cocò, Faccibella e Baggiana, con Peppe Mazza cocchiere imponentemente in divisa seduto a cassetta, prima di trasformarsi nella ieratica e popolare figura di “Gesù Cristu d’a Chiazza”

Ciccu ‘u ‘mpacchiu e Pietro Pizzini, con i loro carri assicurano i trasporti nei paesi più vicini, la “Carovana” lo scarico e il trasporto delle merci dalla stazione ai luoghi di destinazione nel territorio comunale, un carrettino trainato da un asinello il servizio postale.

Sporadiche auto, alzando nuvole di polvere dalle strade sterrate, interrompono sogni di bimbi che corrono dietro una palla di pezza.

Lente coppie di buoi trascinano enormi strutture verso la SIALVA in costruzione sotto l’attento sguardo di giovani occhi che attendono la possibilità di un lavoro….

Ogni mattina le barche ritornano a riva con la loro argentea preda che guizza nelle luci dell’alba prima di essere trasferita nelle “spaselle” o  nei cesti che – a dorso di mulo - raggiungeranno Lago, Aiello e gli altri comuni dell’interno.

Il mercato si tiene ancora in Piazza, ma già qualcuno si è spostato alla Taverna.

Il campo di calcio alla marina ha una tribunetta in legno, la squadra un allenatore ungherese e tanti talenti locali che la spingono in alto.

Nicodemo, un omino che ricordo ancora con la sua divisa bianca, avanzava per la strada strascicando lentamente i passi, fermandosi ad ogni uscio e a ogni finestra annunciando le feste col canto roco e chioccio di incomprensibili novene, forse da lui stesso inventate.

La seconda guerra mondiale è alle spalle, anche  se  in Corea un nuovo conflitto mette a repentaglio la pace nel mondo.

In Italia sta iniziando il miracolo economico, ma qui pare non debba mai arrivare …

Anzi da noi si continua a partire per “la Venezuela” o per l’America, con la valigia piena di pochi stracci e gonfia di ricordi.

Alla stazione l’ultimo saluto, lo sventolio di mille fazzoletti che sembrano fiori sbocciati dai cuori di chi resta e che si mescoleranno ai colori dei ricordi di chi se ne và.

Fiori che scompaiono  col fischio del treno, inghiottito dalla prima curva sul Catocastro, solo un po’ prima che il Camolo nasconda per sempre le ultime case.

Anche l’Isca pian piano scompare  salutata dallo stridio d’un gabbiano…

Continuano a fiorire gli oleandri ed i glicini. Il ghiaccio non arriva più a stecche, ma lo forniscono i primi rumorosissimi frigoriferi e le radio a valvole riempiono l’aria con la loro musica.

Nel freddissimo inverno del 1951, inizia dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo, la prima edizione dell'omonimo Festival: presenta Nunzio Filogamo, dirige l'orchestra il maestro Cinico Angelini e vince la canzone  " Grazie dei Fior” cantata da Nilla Pizzi che stravice anche l’edizione del 1952 con "Vola colomba” e “Papaveri e papere”

Ad Amantea, le scuole medie si trasferiscono a San Bernardino. Nei libri di scuola foglie messe ad appassire fanno da segnalibro in testi acquistati da Rocco Segreti e foderati con la carta della pasta “Filippone”.

Chi ha il pallino (o le lire) per continuare a studiare nelle scuole superiori,  svanito il sogno di avere la ragioneria ad Amantea, continua a fare il pendolare per Paola e per Fuscaldo, o sta “in pensione” a Cosenza o  Vibo.

Tutti gli altri nelle numerose botteghe artigiane, “allu mastru” e le ragazze “alla mastra” per imparare il taglio e il cucito o alla parrocchia dei Cappuccini dove le “delegate” Gilda e Minichella tengono corsi gratuiti di ricamo e di lavori con l’uncinetto.

Al capoluogo si arriva attraverso Potame con i decrepiti “postali” della ditta Santelli o con la sferragliante littorina che arranca sulla cremagliera per scalare la Crocetta.

L’acqua è ormai in tutte le case, ma spesso manca… specie d’estate. Ci dissetiamo con quella tenuta in fresco nelle “vummulelle” e con le gassose di Enrico Morelli.

Molti hanno sostituito la bagnarola con la vasca da bagno o con la doccia, ma chi non ha questa comodità può fare le sue abluzioni presso una moderna struttura appositamente allestita da mastro Ettore Carino: il Diurno.

La fiera degli animali si tiene alla marina, quella delle merci che occupa a stento Via Vittorio Emanuele, è l’occasione per rinnovare il guardaroba, per giocare alla “carichella” e alle bambole. A farla da padroni sono, anche allora, i “mastazzoli” e le piante d’appartamento.

l “Dopolavoro” si gioca a carte o a biliardo sotto il vigile consiglio di Totonno ‘i Minichella” al quale è severamente proibito di chiedere un caffè corretto, ma ( se sei tifoso dell’Inter ) si può avere tutta l’assistenza per far 12 alla Sisal.

 Da Giovannino Campaiola, più che i tabacchi o il giornale, si apprezza un buon bicchiere di vino da sorseggiare fra una canzone e l’altra e poi pagare ricorrendo alla “libretta” così come generalmente i più fanno la spesa da Colavolpe, da Socievole, da Mazzuca o Gambardella.

E se ci sono promozioni, occasioni o annunci, la voce stentorea di Venturino si diffonde per le strade e le piazze con i suoi “bandi”.

La “passatella” regna nei numerosi “templi di Bacco” e al bar di Gigino Curcio ai Cappuccini. Molte amicizie rischiano di finire dopo una serata in cui si resta “all’urmo”.

Ci sono le sezioni dei partiti e la politica appassiona un po’ tutti. Comizi, giornali parlati, le note di “bianco fiore “ e di “bandiera rossa” riempiono piazza commercio e un poco tutte le piazze d’italia.

Per le Amministrative si vota ancora per il “sindaco del pane” o per “l’ombrello”, ma all’orizzonte già si intravedono Pierino Policicchio, Mimì Alecce, Natuzzo Marinaro  e Fonzino Politano.

Il tre gennaio 1954 la RAI mette in onda il primo breve programma televisivo, ma ci vorranno quasi due anni perché il segnale sia ricevibile  in gran parte del territorio nazionale. Dagli schermi pieni di nevischio ci arrivano tutti i giorni le immagini in diretta dal mondo, il giovedì quelle di Mike Buongiorno con il “ Rischiatutto” e di Mario Riva il sabato con “Il Musichiere”.  La “Domenica sportiva” muove i primi passi, senza moviole, dibattiti, processi e belle donne.

Il problema dei parcheggi non esiste per le auto, ma per le cavalcature (asini e muli) che legati negli appositi spazi riempiono l’aria di ragli e il terreno di escrementi prontamente raccolti e riciclati  come concime.

La domenica tutti in chiesa: i maschi da una parte e le femminucce dall'altra  a sbirciarsi di nascosto nel profumo di fiori e d’incenso nel quale aleggiano, mistiche e arcane, le rituali, incomprensibili parole latine.

Con le ragazze locali gli amori sono per lo più platonici, fatti di sguardi e di infuocati bigliettini che amiche fidate recapitano appena possibile.

Il pomeriggio tutti al cinema Impero o al Cinema Bruni.

Costo del biglietto solo 30 lire e, spesso, si può assistere a due film.

Per i giovani c’è  il calcio balilla, il flipper, il cinema all’aperto e la rotonda dove si può tentare qualche approccio con l’altro sesso (quasi sempre forestiero) con il complice aiuto del ballo del mattone. 

Alla  “Rotonda”, comunque, è obbligatorio “consumare”. 

La maggior parte consuma le sedie e i tavoli.  I più denarosi una gassosa con quattro cannucce.

La sigaretta è usata come un calumet indiano: passa di bocca in bocca e di mano in mano, finché é necessario tenerla con uno spillo.

In giro si cominciano a vedere degli strani ragazzi con degli strani calzoni blu, giubbotto di pelle e ciuffo ribelle sulla fronte.
I più fortunati stanno seduti sulla Vespa e quando sfrecciano per le strade, la ragazza dietro se ne sta seduta di fianco, con le gambe strette e il foulard in testa e nelle curve sfidano tutte le leggi di gravità.
Se non c’è un juke-box, quasi sempre c’è qualcuno con la chitarra che suona strana musica: gli altri intorno ascoltano senza riuscire a restare fermi. Sono pezzi di Elvis, Chuck Berry e Bill Haley e la sua Rock Around The Clock.
Anche da noi è stato scoperto il Rock and Roll.

L’Arena Pozzo,cinema all’aperto dal lunedì al sabato, si trasforma in locale notturno alla moda, il sabato e la domenica, richiamando nella nostra città vacanzieri di tutta la regione per una serata indimenticabile sulle note dell’orchestra Monizza.

La FIAT tra il 1955 e il 1957, realizza il sogno per centinaia di migliaia di Italiani: arrivano e macchine più amate da intere generazioni . La 600 e la 500.

Il telefono pubblico è in piazza, così come la posta centrale, mentre l’ufficio postale del quartiere “taverna” è sistemato alla meglio in un magazzino di palazzo Gargano all’inizio della salita di via Nazionale.

I bambini si divertono ancora con giochi autarchici in cui la creatività e la fantasia hanno libero sfogo, almeno fino a quando per il quartiere non passa un Vigile Urbano… Pietro Furgiuele, Luigi Campora, Mario Francescano, Aldo Caruso e Alfredo Scalise, più noto col suo nome di battaglia : Baffo di ferro.

Nel 1956 i tragici fatti legati alla rivoluzione in Ungheria fanno scendere in piazza moltitudini di studenti che vorrebbero recarsi in quella nazione per schierarsi al fianco dei colleghi magiari.

Il 4 ottobre 1957 viene lanciato in orbita lo Sputnik, il 3 novembre dello stesso anno il primo essere vivente entra in orbita attorno alla terra.

L’umanità è commossa per Laika, la cagnetta russa che viene immolata sul cammino della scienza.

Nel 1958 nasce la prima Barbie, bambola la cui fortuna dura a distanza di 50 anni e viene promulgata la legge Merlin che chiude le “case chiuse”.

A distanza di 50 anni invece di 358 casini autorizzati, tutta Italia sembra un casino.

Stiamo per varcare il decennio, fra poco inizieranno gli anni sessanta, all’insegna della nostra moneta, la Lira, che riceve dal Financial Times l’oscar come moneta stabile… La Super costa 110 lire e un pacchetto di MS 200.

Ha inizio una trasformazione epocale, una corsa inarrestabile verso la tecnologia più avanzata che permette un miglioramento della qualità della vita, ma che comincia a erodere dalle fondamenta gli aspetti più umani e poetici che per secoli hanno caratterizzato la gente di Amantea.

 

Pino Del Pizzo

 

pietro pizzini col suo "famoso"carro assicurava i trasporti con i paesi vicini
partenza di emigranti
uno dei celebri "mastri": Cicciu Furiellu 
studenti pendolari per Paola 
'a passatella
una rara fotografia della rotonda
Il mercato vecchio: Mafalda Sabatino
Pino Del Pizzo in vespa a via Baldacchini 1958
la felicità era una radio appena comprata!
il principale mezzo di trasporto per la campagna
inaugurazione della SIALVA
la processione dell'Addolorata la sera del Venerdì Santo
scavo delle fondamenta dell'Hotel Riviera

 

 

via Margherita: la Shell

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Siamo felici di ospitare il racconto autobiografico del nostro concittadino (e affettuoso amico), Mario Gabriele.

Le sette cartelle e le numerose fotografie inviateci, rappresentano uno scorcio di vita colorito da ricordi soffusi di nostalgia per gli amici e per il paese natio dal quale di è dovuto allontanare esattamente 41 anni fa.Mario Gabriele con la moglie

Il documento, di cui è stata autorizzata la pubblicazione, ha una grande valenza antropologica e storica che lo steso autore, modestamente, ha sottovalutato ricordando persone, fatti e costumi della nostra città con insospettata vena poetica e precisi riferimenti.

L'intero lavoro sarà, quanto prima, inserito nel sito www.amanteaninelmondo.info .

In questa pagina potrete scorrere, in anteprima, soltanto alcuni simpatici spunti che, certamente, vi incuriosiranno in attesa di poter leggere l'intera biografia.

Grazie Mario.

 

La Storia di Mario Gabriele

 

La FamigliaIl padre e la madre di Mario Gabriele con i primi tre figli

Papà: "Peppinu"

Gabriele Giuseppe (Soprannome: Peppinu ’u Brigantu) (...)Pescatore di professione ad Amantea (ccu la chiurma d’ ’u zì Nton’ ’i Cannia, jie a mmaru e vinnie lli pisci ccu l’apicella ed ere nu mastru piscaturu ccu lla canna ’i nterra e ccu llu palanchistru e pigliave sempri spinelli e tartaruchi). Giocava regolarmente a tombola dietro la Chiesa Madre e frequentava l’Osteria di "Ruoccu ’i Peppe" (ppe jucari a mbriscula, scupa e trissetti e viviri vinu e gazzosa jucannu a patrunu e sutta) con tutti gli altri pescatori " d’ ’a Chiazza". (...)

Mamma: "Ntoniella"

Curcio Antonia (Soprannome: Ntoniella ’i Furtunata ’i Cannia) (...)Casalinga, "Vinnie lli pisci a Santu Pietru ccu lla cista supr’ ’a capa, a ppedi, lavurav’alla Salagiona e lavave lli panni a llu jumu ’i Catucastru ".

(...)

Papà e Mamma Gabriele:

 

Papà a 18 anni e mamma a 17 anni, si sposarono il 16 dicembre 1939 nella Chiesa Madre di Amantea. Ebbero 11 figli come segue:

Due deceduti  riposano nel Cimitero di Amantea:

Maria Francesca che fu colpita dai bombardamenti il 20 Febbraio 1943 all’età di 2 anni (Foto Lapide).

             Eugenio che morì di morbillo a soli 9 mesi.

Nove viventi – Tutti residenti negli Stati Uniti:

Mario, (Marijiellu), il più grande, nato ad Amantea il 25 marzo 1944. Sposato da 41 anni con Maria Santoro di Villafranca Tirrena (ME) con 4 figli, Giuseppe di 40 anni, Mario Junior di 38 anni,, Antonella di 37 anni e Melissa di 30 anni ed anche 4 nipotini, Gabriella di 11 anni, Adriana di 9 anni, Mario III di 8 anni e Saverio di 5 anni.

Anna, nata ad Amantea il 17 giugno 1945. 3 figli e 4 nipotini.

Ernesto, nato ad Amantea il 3 febbraio 1947. 2 figli e 2 nipotini.

Ada, nata ad Amantea il 27 luglio 1949. 4 figli e 4 nipotini.

Nicola, nato ad Amantea il 15 ottobre 1951. 4 figli e 1 nipotina.

            Gioconda, nata ad Amantea il 2 agosto 1953. 2 figli.

            Fortunata, nata ad Amantea il 28 luglio 1955. 2 figli.

Valter, nato ad Amantea il 9 luglio 1957. 3 figli.

Alfiero, nato a Nocera Inferiore il 23 maggio 1964. 1 figlia.

Con 25 nipoti, 15 pronipoti, e generi e nuore, la famiglia di Giuseppe e Antonia Gabriele consiste di 58 persone. "BRAVISSIMI PAPÀ E MAMMA".

La mia Infanzia e Giovinezza in Italia – Fino al 30 Marzo 1967

Nacqui ad Amantea il 25 Marzo 1944 e vissi fino all’età di 19 anni in Via Indipendenza, 60. La mia casa era vicina "alli Casi Sciullati".(...)

Andai alle Scuole Elementari con il professore Alessandro Morelli e con Rocco Macaione, Eugenio Perri, Mario Pirillo, Saverio Giacco, Francesco Furgiuele, Rocco Aloe, e tanti altri cari coetanei dei quali ora ricordo i volti, ma non ricordo i nomi.(...)

Durante quel tempo me la facevo anche con i miei cari amici "d’ ’a Chiazza" a giocare "a lli Fonti", "a llu Sdrigliu" e "a llu Pallunu", "a lli Casi Sciullati, arriet’ ’a Caserma e "davanti ’u Municipiu. Facevamo anche molti viaggi al Castello e "Sutt’ ’a Grutta" per esplorare e "mangiari cornicchi".

Ricordo Rocco Morelli, Pinuccio Pagliaro, Alfredo Generoso (che ora è mio cognato), Franco Colacino che ora è mio compare, Gino Molinaro (Ginuzzu), Franco Porco e tanti, tanti altri.

Con alcuni di loro andavo alla "marina d’ ’a Chiazza" ad aspettare i pescatori alle 4 di mattina per arrostire sarde ed alici vicino la riva e mangiare "a rosamarina frisca". Durante l’estate nuotavamo tutta la giornata ispirati dal "Pirichinu" che era un nuotatore straordinario. Io ed Alfredo Generoso e Colacino portavamo anche i turisti (bagnanti) in giro sulla barca all’Isca dove facevamo i tuffi. Andavamo pure ad "arrubari citruli, nzalata e mura muretti" nei campi vicino la spiaggia. Poi ci coloravamo tutti di rosso con le more e scappando e gridando come gli indiani, facevamo i tuffi.

Lavorai da "Mastru Cicciu Furiellu" dove c’erano anche "Ruoccu ’i Tiresa, e "Ruoccu Rametta" e se mi Mario Gabriele con la sua chitarraricordo bene anche Rocco Gelido. Lavorai anche da "Peppinu ’u Sartu (Pino Pellegrino) alla "Chiazza" dove lavorava anche "Francu ’a Chionza", e da "Cicciu ’i Micu" con "Micuzzu". Per un poco lavorai anche da "Tonnuzzu ’i Carmenia Pata" "a llu Carminu".

Durante questo periodo imparavo a suonare la chitarra ogni giorno e scrivevo canzoni. La mia prima canzone fu "Suonnu d’Ammore int’ ’a Nuttata" una canzone in Napoletano che cantavamo con Rocco Bonavita "Rocchiniellu", anche lui un carissimo amico fidato e "Ginuzzu ’u Cucurunu" (Gino Molinaro) che mi aiutò con l’introduzione alla chitarra. Con "Rocchiniellu" ed altri amici giocavamo anche a carte al Bar Sicoli "a lla Chiazza" mentre sentivamo le partite di calcio all’altoparlante.

Ho avuto la fortuna di ammirare "Rocchiniellu" mentre realizzava le sue pitture nella chiesa di S. Giuseppe. Diventammo amici fidati e spendemmo molto tempo assieme cantando, facendo serenate e giocando.

Allora con l’altro Rocco Bonavita "Rocky Ramis" ....

(E, PER ORA, CI FERMIAMO QUI!... ALTRIMENTI GUASTIAMO LA SORPRESA)

 

 

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Ultimo aggiornamento:  11-05-08