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Case
immerse nel profumo delle zagare e del verde giardino
mediterraneo disteso sotto le arcigne mura della rocca e del
centro storico che rimanda da mille vetrate gli ultimi raggi
di ogni tramonto di fuoco.
E’
sempre più raro ammirare lo spettacolo della carrozza del
Marchese De Luca trainata dai magnifici cavalli Cocò,
Faccibella e Baggiana, con Peppe Mazza cocchiere
imponentemente in divisa seduto a cassetta, prima di
trasformarsi nella ieratica e popolare figura di “Gesù
Cristu d’a Chiazza”
Ciccu
‘u ‘mpacchiu e Pietro Pizzini, con i loro carri assicurano i trasporti nei paesi
più vicini, la “Carovana” lo scarico e il trasporto delle merci
dalla stazione ai luoghi di destinazione nel territorio
comunale, un carrettino trainato da un asinello il servizio
postale.
Sporadiche auto, alzando nuvole di polvere dalle strade
sterrate, interrompono sogni di bimbi che corrono dietro una
palla di pezza.
Lente
coppie di buoi trascinano enormi strutture verso la SIALVA
in costruzione sotto l’attento sguardo di giovani occhi che
attendono la possibilità di un lavoro….
Ogni
mattina le barche ritornano a riva con la loro argentea
preda che guizza nelle luci dell’alba prima di essere
trasferita nelle “spaselle” o nei cesti che – a dorso di
mulo - raggiungeranno Lago, Aiello e gli altri comuni
dell’interno.
Il
mercato si tiene ancora in Piazza, ma già qualcuno si è
spostato alla Taverna.
Il
campo di calcio alla marina ha una tribunetta in legno, la
squadra un allenatore ungherese e tanti talenti locali che
la spingono in alto.
Nicodemo, un omino che ricordo ancora con la sua divisa
bianca, avanzava per la strada strascicando lentamente i
passi, fermandosi ad ogni uscio e a ogni finestra
annunciando le feste
col canto roco e chioccio di incomprensibili novene, forse
da lui stesso inventate.
La
seconda guerra mondiale è alle spalle, anche se in Corea
un nuovo conflitto mette a repentaglio la pace nel mondo.
In
Italia sta iniziando il miracolo economico, ma qui pare non
debba mai arrivare …
Anzi
da noi si continua a partire per “la Venezuela” o per
l’America, con la valigia piena di pochi stracci e gonfia di
ricordi.
Alla
stazione l’ultimo saluto, lo sventolio di mille fazzoletti
che sembrano fiori sbocciati dai cuori di chi resta e che si
mescoleranno ai colori dei ricordi di chi se ne và.
Fiori
che scompaiono col fischio del treno, inghiottito dalla
prima curva sul Catocastro, solo un po’ prima che il Camolo
nasconda per sempre le ultime case.
Anche
l’Isca pian piano scompare salutata dallo stridio
d’un gabbiano…
Continuano a fiorire gli oleandri ed i glicini. Il ghiaccio
non arriva più a stecche, ma lo forniscono i primi
rumorosissimi frigoriferi e le radio a valvole riempiono
l’aria con la loro musica.
Nel
freddissimo inverno del
1951,
inizia dal Salone delle feste del Casinò di Sanremo, la
prima edizione dell'omonimo Festival: presenta Nunzio
Filogamo, dirige l'orchestra il maestro Cinico Angelini e
vince la canzone " Grazie dei Fior” cantata da Nilla Pizzi
che stravice anche l’edizione del 1952 con "Vola colomba” e
“Papaveri e papere”
Ad
Amantea, le scuole medie si trasferiscono a San Bernardino.
Nei libri di scuola foglie messe ad appassire fanno da
segnalibro in testi acquistati da Rocco Segreti e foderati
con la carta della pasta “Filippone”.
Chi ha
il pallino (o le lire) per continuare a studiare nelle scuole
superiori, svanito il sogno di avere la ragioneria ad
Amantea, continua a fare il pendolare per Paola e per Fuscaldo, o sta “in pensione” a Cosenza o Vibo.
Tutti
gli altri nelle numerose botteghe artigiane, “allu mastru”
e le ragazze “alla mastra” per imparare il taglio e
il cucito o alla parrocchia dei Cappuccini dove le
“delegate” Gilda e Minichella tengono corsi gratuiti di
ricamo e di lavori con l’uncinetto.
Al
capoluogo si arriva attraverso Potame con i decrepiti
“postali” della ditta Santelli o con la sferragliante
littorina che arranca sulla cremagliera per scalare la Crocetta.
L’acqua è ormai in tutte le case, ma spesso manca… specie
d’estate. Ci dissetiamo con quella tenuta in fresco nelle
“vummulelle” e con le gassose di Enrico Morelli.
Molti
hanno sostituito la bagnarola con la vasca da bagno o con la
doccia, ma chi non ha questa comodità può fare le sue
abluzioni presso una moderna struttura appositamente
allestita da mastro Ettore Carino: il Diurno.
La
fiera degli animali si tiene alla marina, quella delle merci
che occupa a stento Via Vittorio Emanuele, è l’occasione per
rinnovare il guardaroba, per giocare alla “carichella” e
alle bambole. A farla da padroni sono, anche allora, i
“mastazzoli” e le piante d’appartamento.
l
“Dopolavoro” si gioca a carte o a biliardo sotto il vigile
consiglio di Totonno ‘i Minichella” al quale è
severamente proibito di chiedere un caffè corretto, ma ( se
sei tifoso dell’Inter ) si può avere tutta l’assistenza per
far 12 alla Sisal.
Da
Giovannino Campaiola, più che i tabacchi o il giornale, si
apprezza un buon bicchiere di vino da sorseggiare fra una
canzone e l’altra e poi pagare ricorrendo alla “libretta”
così come generalmente i più fanno la spesa da Colavolpe, da
Socievole, da Mazzuca o Gambardella.
E se
ci sono promozioni, occasioni o annunci, la voce stentorea
di Venturino si diffonde per le strade e le piazze con i
suoi “bandi”.
La
“passatella” regna nei numerosi “templi di Bacco” e
al bar di Gigino Curcio ai Cappuccini. Molte amicizie
rischiano di finire dopo una serata in cui si resta “all’urmo”.
Ci
sono le sezioni dei partiti e la politica appassiona un po’
tutti. Comizi, giornali parlati, le
note di “bianco fiore “ e di “bandiera rossa” riempiono
piazza commercio e un poco tutte le piazze d’italia.
Per le
Amministrative si vota ancora per il “sindaco del pane”
o per “l’ombrello”, ma all’orizzonte già si
intravedono Pierino Policicchio, Mimì Alecce, Natuzzo
Marinaro e Fonzino Politano.
Il tre
gennaio 1954 la RAI mette in onda il primo breve programma
televisivo, ma ci vorranno quasi due anni perché il segnale
sia ricevibile in gran parte del territorio nazionale.
Dagli schermi pieni di nevischio ci arrivano tutti i giorni
le immagini in diretta dal mondo, il giovedì quelle di Mike
Buongiorno con il “ Rischiatutto” e di Mario Riva il sabato
con “Il Musichiere”. La
“Domenica sportiva” muove i primi passi, senza moviole,
dibattiti, processi e belle donne.
Il
problema dei parcheggi non esiste per le auto, ma per le
cavalcature (asini e muli) che legati negli appositi spazi
riempiono l’aria di ragli e il terreno di escrementi
prontamente raccolti e riciclati come concime.
La
domenica tutti in chiesa: i maschi da una parte e le
femminucce dall'altra a sbirciarsi di nascosto nel profumo
di fiori e d’incenso nel quale aleggiano, mistiche e arcane,
le rituali, incomprensibili parole latine.
Con
le ragazze locali gli amori sono per lo più platonici, fatti
di sguardi e di infuocati bigliettini che amiche fidate
recapitano appena possibile.
Il
pomeriggio tutti al cinema Impero o al Cinema Bruni.
Costo
del biglietto solo 30 lire e, spesso, si può assistere a due
film.
Per i
giovani c’è il calcio balilla, il flipper, il cinema
all’aperto e la rotonda dove si può tentare qualche
approccio con l’altro sesso (quasi sempre forestiero) con il
complice aiuto del ballo del mattone.
Alla
“Rotonda”, comunque, è obbligatorio “consumare”.
La
maggior parte consuma le sedie e i tavoli. I più denarosi
una gassosa con quattro cannucce.
La
sigaretta è usata come un calumet indiano: passa di bocca in
bocca e di mano in mano, finché é necessario tenerla con uno
spillo.
In
giro si cominciano a vedere degli strani ragazzi con degli
strani calzoni blu, giubbotto di pelle e ciuffo ribelle
sulla fronte.
I più fortunati stanno seduti sulla Vespa e quando
sfrecciano per le strade, la ragazza dietro se ne sta seduta
di fianco, con le gambe strette e il foulard in testa e
nelle curve sfidano tutte le leggi di gravità.
Se non c’è un juke-box, quasi sempre c’è qualcuno con la
chitarra che suona strana musica: gli altri intorno
ascoltano senza riuscire a restare fermi. Sono pezzi di
Elvis, Chuck Berry e Bill Haley e la sua Rock Around The
Clock.
Anche da noi è stato scoperto il Rock and Roll.
L’Arena Pozzo,cinema all’aperto dal lunedì al sabato, si
trasforma in locale notturno alla moda, il sabato e la
domenica, richiamando nella nostra città vacanzieri di tutta
la regione per una serata indimenticabile sulle note
dell’orchestra Monizza.
La
FIAT tra il 1955 e il 1957, realizza il sogno per centinaia
di migliaia di Italiani: arrivano e macchine più amate da
intere generazioni . La 600 e la 500.
Il
telefono pubblico è in piazza, così come la posta centrale,
mentre l’ufficio postale del quartiere “taverna” è sistemato
alla meglio in un magazzino di palazzo Gargano all’inizio
della salita di via Nazionale.
I
bambini si divertono ancora con giochi autarchici in cui la
creatività e la fantasia hanno libero sfogo, almeno fino a
quando per il quartiere non passa un Vigile Urbano… Pietro
Furgiuele, Luigi Campora, Mario Francescano, Aldo Caruso e
Alfredo Scalise, più noto col suo nome di battaglia : Baffo
di ferro.
Nel
1956 i tragici fatti legati alla rivoluzione in Ungheria
fanno scendere in piazza moltitudini di studenti che
vorrebbero recarsi in quella nazione per schierarsi al
fianco dei colleghi magiari.
Il 4
ottobre 1957 viene lanciato in orbita lo Sputnik, il 3
novembre dello stesso anno il primo essere vivente entra in
orbita attorno alla terra.
L’umanità è commossa per Laika, la cagnetta russa che viene
immolata sul cammino della scienza.
Nel
1958 nasce la prima Barbie, bambola la cui fortuna dura a
distanza di 50 anni e viene promulgata la legge Merlin che
chiude le “case chiuse”.
A
distanza di 50 anni invece di 358 casini autorizzati, tutta
Italia sembra un casino.
Stiamo
per varcare il decennio, fra poco inizieranno gli anni
sessanta, all’insegna della nostra moneta, la Lira, che
riceve dal Financial Times l’oscar come moneta stabile… La
Super costa 110 lire e un pacchetto di MS 200.
Ha
inizio una trasformazione epocale, una corsa inarrestabile
verso la tecnologia più avanzata che permette un
miglioramento della qualità della vita, ma che comincia a
erodere dalle fondamenta gli aspetti più umani e poetici che
per secoli hanno caratterizzato la gente di Amantea.
Pino Del Pizzo |