Anno V
n. 118
6 maggio 2008
CULTURA

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TRE CROCI A PIETRAMALA

Edizione Grafiche Calabria - Amantea, 2008- pagg. 259

Sergio Ruggiero

Architetto, che vive e lavora ad Amantea, alla sua prima esperienza come scrittore

Sergio Ruggiero affronta questo suo lavoro con lo stesso entusiasmo che quelli della mia generazione avevano per i personaggi di "cappa e spada ", per i guerrieri intrepidi e per gli eroi mitologici, e lo fa quasi per meravigliare se stesso prima che gli altri.

(Una storia di narrante ed ascoltante insieme per creare attorno ai suoi racconti un’atmosfera di fiaba proposta, in questo caso, attraverso un labirinto percorso di cui egli stesso, solo in conclusione,ne offre la via d’uscita.

Sergio si sostituisce così alle figure dei nonni, oramai scomparse, nella famiglia moderna, che come gli antichi aedi, avevano incantato, con racconti fantastici, generazioni di ragazzi, senza creare dipendenze psicologiche o utili idioti di una società che, di volta in volta, li ha visti, al contrario, coscienti e validi protagonisti. (...)

Salvatore Sciandra

 

Nimèo, un monaco basiliano di Tessalo­nica, nel 730 abbandona la Grecia a causa dell'iconoclastia, sbarcando a Nepe­tia (Amantea CS); si trasferisce a Petramala (Cleto CS) dove, dopo un inizio burrascoso, conquista la fiducia della gente e fonda un monastero basiliano. Settecento anni dopo, la sua opera di bene è attiva più che mai: priore del convento è il francescano Giovanni da Petramala, un taumaturgo che vive ed opera nel ricordo di Nimèo: La certezza.

Nella Linguadoca del XIII secolo, la furia del demonio si abatte sul villaggio di Potiers. Etienne di Malzac, un càtaro, viene suppliziato e bruciato vivo insieme agli abitanti del villaggio, non prima di avere scritto il suo testamento spirituale, una lettera molto speciale. Trecento anni dopo, un omonimo discendente, suggestionato da quei fatti e dalla lettera, ne raccoglie l'eredità e studia alla Sorbona al fine di dar risposte alle angoscie del càtaro, oramai fatte proprie. Per questo, ispirandosi a Gioacchino da Fiore, intraprende uno straordinario viaggio in Terra santa, appro­dando infine a Petramala: Il tormento.

Il nobile amanteano Scipione Cavallo combatte e più volte si distingue contro gli ottomani a difesa dell'occidente cristiano. Per questo è condannato da un'organizzazione terroristica islamica fondata dall'apostata Occialì. Ispirato ai cavalieri e crociati medievali, nel 1577 diviene barone di Petramala: Il furore.

Il romanzo narra dei tre percorsi di fede, nel segno della certezza, del tormento e del furore, che a Petramala si incrociano tragicamente per un mero gioco del destino.

 

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Ultimo aggiornamento:  05-05-08