|

Sergio
Ruggiero
Architetto, che vive e lavora ad Amantea, alla sua prima
esperienza come scrittore |
Sergio
Ruggiero affronta
questo suo lavoro
con lo stesso entusiasmo che quelli della mia generazione
avevano per i personaggi di "cappa e spada ", per i
guerrieri intrepidi e per gli eroi mitologici, e lo fa
quasi per meravigliare se stesso prima che gli altri.
(Una storia
di narrante
ed ascoltante insieme per creare attorno
ai suoi
racconti
un’atmosfera di fiaba
proposta, in questo caso, attraverso un labirinto
percorso di cui
egli stesso, solo in conclusione,ne offre la via
d’uscita.
Sergio si sostituisce così alle figure
dei nonni, oramai scomparse, nella famiglia moderna, che
come gli antichi aedi, avevano incantato, con racconti
fantastici, generazioni di ragazzi, senza creare
dipendenze psicologiche o utili idioti di una società
che, di volta in volta, li ha visti, al contrario,
coscienti e validi protagonisti.
(...)
Salvatore
Sciandra
|
|
 |
Nimèo,
un monaco basiliano di Tessalonica,
nel 730 abbandona la Grecia a
causa dell'iconoclastia,
sbarcando a Nepetia
(Amantea CS); si trasferisce a Petramala
(Cleto CS) dove, dopo un
inizio burrascoso,
conquista la fiducia della gente e fonda un
monastero basiliano.
Settecento anni dopo,
la sua opera di bene è
attiva più che mai:
priore del convento è il
francescano Giovanni da Petramala, un taumaturgo che
vive ed opera nel ricordo
di Nimèo: La
certezza.
Nella Linguadoca del XIII secolo, la furia
del demonio si abatte sul villaggio di
Potiers. Etienne di Malzac, un càtaro, viene
suppliziato e bruciato vivo insieme agli
abitanti del villaggio, non prima di avere
scritto il suo testamento spirituale, una
lettera molto speciale. Trecento anni dopo,
un omonimo discendente, suggestionato da
quei fatti e dalla lettera, ne raccoglie
l'eredità e studia alla Sorbona al fine di
dar
risposte alle angoscie del càtaro, oramai
fatte proprie. Per questo, ispirandosi a
Gioacchino da Fiore, intraprende uno
straordinario viaggio in Terra santa, approdando
infine a Petramala: Il tormento.
Il nobile amanteano Scipione Cavallo
combatte e più volte si distingue contro gli
ottomani a difesa dell'occidente cristiano.
Per
questo
è
condannato da
un'organizzazione
terroristica islamica
fondata dall'apostata
Occialì. Ispirato ai
cavalieri e crociati
medievali, nel 1577
diviene
barone di Petramala: Il furore.
Il romanzo narra dei tre percorsi di fede,
nel
segno della certezza, del tormento e del
furore, che a Petramala si incrociano
tragicamente per un mero gioco del destino.
|